
Negli ultimi vent'anni, il ciclismo professionistico ha subito una trasformazione radicale non solo nelle biciclette e nei materiali, ma soprattutto nel modo in cui gli atleti si alimentano. Un tempo la nutrizione era considerata una pratica reattiva; oggi è un pilastro fondamentale della performance, pianificato con precisione chirurgica.
I dati mostrano un incremento costante delle velocità medie nelle grandi corse a tappe e nelle Classiche Monumento. Questo non è dovuto solo all'aerodinamica, ma a un cambio tattico: le squadre ora impongono ritmi altissimi fin dalle prime fasi di gara per indurre fatica negli avversari.
Questo scenario ha cambiato drasticamente le necessità energetiche: se la potenza media sale, il consumo di glicogeno (il carburante pregiato dei muscoli) aumenta esponenzialmente.
Un ciclista durante una tappa regina di un Grand Tour o in una "Monumento" può arrivare a spendere oltre 7.000-9.000 kcal al giorno.
Il cambiamento più evidente riguarda quanto si mangia durante la corsa:
Come fanno a tollerare queste quantità? La chiave è l'uso di carboidrati a trasporto multiplo (miscele di glucosio e fruttosio). Poiché i trasportatori intestinali del glucosio si saturano a circa 60 g/h, l'aggiunta di fruttosio permette di sfruttare un altro "canale" di assorbimento, portando l'ossidazione totale a livelli molto più alti senza causare problemi gastrici.
L'intestino è ora considerato un organo allenabile. I ciclisti seguono programmi specifici di "gut training" durante gli allenamenti, consumando volumi crescenti di cibo e fluidi per adattare il sistema gastrointestinale allo svuotamento gastrico e all'assorbimento di nutrienti sotto sforzo.
La filosofia moderna è sintetizzata dal motto "Fuel for the work required" (carburante per il lavoro richiesto).
Dietro queste performance c'è una macchina organizzativa imponente. I team oggi dispongono di:
Il ciclismo moderno non è solo una sfida di gambe, ma una sfida di gestione metabolica. L'atleta che vince è spesso quello che è riuscito a mantenere la disponibilità di carboidrati più alta fino all'ultimo chilometro.
Jeukendrup, A. E., et al. 2026
Preparatore atletico Sport di Endurance e Forza
Pescara, Montesilvano, Chieti, Francavilla al Mare