UN ARTICOLO DI CARLO CAVASINNI

PIANIFICARE PER GODERSI OGNI TRAGUARDO

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PIANIFICARE PER GODERSI OGNI TRAGUARDO

Pubblicato da Carlo Cavasinni il Marzo 7, 2025

Ogni traguardo comincia con una buona pianificazione, che per essere tale deve rispondere a 5 requisiti essenziali. Quali sono e come metterli in atto.

PER EVITARE DI FALLIRE

Qualcuno potrebbe considerare eccessivo pianificare un’intera stagione agonistica, ma qualsiasi sia il progetto sportivo che si vuole raggiungere è fondamentale definire: le gare obiettivo, il punto di partenza, gli step intermedi e la direzione finale, ma soprattutto, cosa deve essere evitato.

I 5 REQUISITI ESSENZIALI PER UNA BUONA PIANIFICAZIONE

L’ESSENZA DEL PIANO DI LAVORO, DAL MICROCICLO ALLA SINGOLA SEDUTA

Prima di procedere alla definizione del programma di allenamento dettagliato, è fondamentale prendersi tempo per progettare il microciclo, ossia la settimana di allenamento.La progettazione ideale offre l’opportunità di verificare l’adeguatezza della pianificazione rispetto al volume di ore e alla distribuzione delle intensità di allenamento.Questo è un aspetto che assume un valore maggiore soprattutto nel mondo amatoriale, i quali devono bilanciare gli impegni di allenamento con le responsabilità familiari e lavorative senza produrre uno stress eccessivo.È cruciale assicurarsi che la struttura del microciclo sia equilibrata e coerente con gli obiettivi del mesociclo e compatibile con le esigenze quotidiane dell’atleta.Solo quando tutto questo sarà ben concepito e gestibile, si può procedere con la definizione degli allenamenti in maniera dettagliata, assicurando così una preparazione efficace e sostenibile.

SCEGLIERE GLI OBIETTIVI CHIAVE

Prima di tracciare il calendario delle competizioni stagionali, è fondamentale adottare una prospettiva a lungo termine. Il percorso evolutivo di un atleta trascende la singola stagione sportiva; per raggiungere il pieno potenziale è necessaria una visione che si estenda su più anni. Ad esempio, se la vostra ambizione vi porta a sognare una maratona o addirittura un ironman full distance avrà i suoi vantaggi partire da un approccio graduale, iniziando con distanze brevi nelle prime stagioni per accumulare esperienza e migliorare le proprie potenzialità, per poi avanzare progressivamente verso traguardi più impegnativi.Oltre a definire la strategia pluriennale, bisogna tenere conto dei fattori emersi in sede di valutazione, quali ad esempio, le motivazioni personali, il tempo a disposizione da dedicare oltre alle capacità fisiologiche e mentali dell’atleta.

IDENTIFICARE LE AREE PRIORITARIE DI LAVORO

Per ottimizzare la performance sappiamo tutti come è cruciale concentrarsi sui fattori che la limitano. Come individuare i punti deboli dell’atleta? Test è la parola chiave, conoscere le soglie fisiologiche, il Vo2max e i parametri di forza aiuterà a fornire un identikit approfondito. Tuttavia, le aree di analisi possono spaziare dalla biomeccanica fino ad includere la sfera nutrizionale e psicologica. Questo approccio che integra la pianificazione dell’allenamento e la valutazione funzionale, permette uno sviluppo armonico e coerente nel tempo.

STABILIRE LE TAPPE DEL PROCESSO

Il piano di lavoro procede attraverso la strutturazione del programma, andando a definire con precisione i macrocicli, blocchi di allenamento di alcuni mesi o un anno. All’interno di esso si inseriscono i mesocicli, che durano tra le 4 e le 8 settimane, ciascuno con obiettivi specifici.Questa particolare suddivisione consente di alternare in maniera efficace i vari stimoli di allenamento, alternando fasi di costruzione della base, specializzazione dei fondamentali, periodi specifici e tapering, senza dimenticare periodi di transizione e/o rigenerazione.Nell’elaborazione del programma, è importante considerare momenti che offrono opportunità uniche, come i camp di allenamento in altura o in ambienti caldi, ma anche vacanze lavorative, che per alcuni rappresentano l’occasione per intensificare il numero di allenamenti.Avere un piano di lavoro ben definito consente, come abbiamo visto, di avere delle linee guida che non rappresentano un vincolo, ma uno strumento che offra flessibilità di modifica, garantendo il raggiungimento dei propri obiettivi anche a fronte di imprevisti che possono emergere durante la stagione.

STABILIRE INDICATORI DI PERFORMANCE

Per stabilire se il piano di lavoro è efficace nel lungo periodo bisogna includere degli indicatori che possano quantificare oggettivamente i miglioramenti di un atleta.Le prestazioni in gara, misurate con i tempi e posizioni in classifica, rappresentano gli indicatori più visibili del successo personale, ma è fondamentale non limitarsi a questi aspetti ma approfondire la valutazione a livelli più dettagliati. Altri indicatori che si possono includere sono le misurazioni fisiologiche, oppure, velocità e potenze espresse nei comuni test da campo.È inoltre possibile osservare altri fattori limitanti poco osservati nel tempo, legati comunque con un filo diretto a quelli precedentemente elencati, quali ad esempio gli aspetti di composizione corporea che si riflettono sullo stato di benessere dell’atleta o fattori psicologici, come il livello di ansia prima di una gara o di motivazione giornaliera nell’affrontare gli allenamenti.


Carlo Cavasinni

Preparatore atletico Sport di Endurance e Forza

Pescara, Montesilvano, Chieti, Francavilla al Mare


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